Riforma delle Regioni Italiane 2015: la nuova Italia del DDL Morassut-Ranucci (Partito Democratico)

12 nuove regioni italiane, addio alle vecchie 20 realtà regionali. Sì, la nuova Italia potrebbe avere solo 12 entità macro-regionali risultanti dalla fusione delle regioni fra loro confinanti, aventi identità simili e forti affinità di carattere storico, culturale e linguistico.

Il progetto di riforma che ridisegna le cartine politiche di tutta Italia dal 2015 è stato presentato in parlamento attraverso il disegno di legge a firma dei parlamentari del Partito Democratico Morassut e Ranucci.

Nuove regioni italiane 2015: la nuova Italia del DDL Ranucci-Morassuti

Le nuove regioni italiane

La riorganizzazione regionale dell’Italia prevista nella riforma del DDL ad opera dei parlamentari PD definisce le seguenti nuove regioni italiane:

  • Regione Alpina (Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria)
  • Regione Lombarda (simile all’attuale Lombardia)
  • Regione Triveneta (Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia)
  • Regione Emiliana-Romagnola (l’attuale Emilia-Romagna)
  • Regione Appenninica o Grande Toscana (Toscana, Umbria e Lazio settentrionale)
  • Regione di Roma Capitale (ex-provincia di Roma)
  • Regione Adriatica (Marche, Abruzzo e Molise)
  • Regione Tirrenica (Campania e Lazio meridionale)
  • Regione di Ponente o Grande Calabria (Calabria e Basilicata occidentale)
  • Regione di Levante o Grande Puglia (Puglia e Basilicata orientale)
  • Regione di Sicilia (come l’attuale)
  • Regione di Sardegna (come l’attuale)

Cartina regioni Italia

Regioni autonome

Ma che fine farà l’istituzione delle regioni a statuto speciale? Sembra proprio che sia destinata a scomparire soppiantata dall’accorpamento delle cinque regioni autonome nelle rispettive macro regioni.

Il risparmio

I risparmi derivanti dal passaggio a un’Italia a 12 entità regionali sarebbero ingenti. Basti pensare che per i 20 consigli di regione spendiamo ogni anno la bellezza di 1,16 miliardi di euro, la riduzione a 12 consigli regionali comporterebbe un costo di “solo” 0,7 miliardi di euro senza contare la riduzione del numero di vitalizi e altri benefit.

Analoghi risparmi si avrebbero sul numero delle sedi regionali, delle auto blu e dei dirigenti, in sintesi i contribuenti italiani risparmierebbero svariati miliardi di euro ogni anno, si stima un risparmio complessivo di circa il 30% delle spese gestionali dell’attuale sistema regionale.

Meno tasse da pagare per ciascuno di noi, più risorse a disposizione per le emergenze e per la riduzione del debito pubblico italiano.

Approfondimenti

Le nuove regioni italiane (articolo di Sergio Rame da ilGiornale.it)

Le regioni d’Italia (Wikipedia)

Riforma delle Regioni Italiane 2015: la nuova Italia del DDL Morassut-Ranucci (Partito Democratico)ultima modifica: 2014-12-24T02:00:51+01:00da giulia.gossip
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