Abolizione province: elenco definitivo nuove province italiane (decreto legge 31/10/2012 su spending review del 20/7/12)

province-abolite-elenco-cartina-spending-review-lista-quali-eliminate-tagliate-soppresse.jpgIl governo Monti ha varato oggi, 31 ottobre 2012, il decreto legge del taglio delle province italiane in attuazione della spending review del 20 luglio 2012.

Le province passeranno dalle attuali 86 a 51 incluse le 10 città metropolitane.

Dal decreto di riorganizzazione delle province italiane sono state escluse tutte le regioni a statuto speciale.

I criteri minimi che le nuove province italiane devono soddisfare sono due: il primo demografico e il secondo geografico.

Per la precisione a partire dal 2014 potranno fare provincia solo i territori con:

– almeno 350 mila abitanti

– almeno 2.500 km quadrati di estensione geografica

Le “vecchie” province che soddisfano entrambe le condizioni non saranno cancellate mentre le restanti saranno accorpate o suddivise sulle province maggiori.

L’elenco completo delle nuove province italiane

A seguire regione per regione la lista delle nuove province italiane in vigore dall’1 gennaio 2014:

Abruzzo 
– L’Aquila + Teramo
– Pescara + Chieti

Basilicata
– Potenza + Matera

Calabria 
– Reggio Calabria (città metropolitana)
– Cosenza
– Catanzaro + Crotone + Vibo Valentia

Campania 
– Napoli (città metropolitana)
– Salerno
– Caserta
– Avellino + Benevento

Emilia-Romagna 
– Bologna (città metropolitana)
– Ferrara
– Modena + Reggio Emilia
– Parma + Piacenza
– Ravenna + Forlì +Cesena + Rimini

Friuli Venezia Giulia (statuto speciale)

Entro 6 mesi la regione deciderà autonomamente se cancellare o accorpare:
– Trieste
– Pordenone
– Gorizia

Lazio
– Roma (città metropolitana)
– Frosinone + Latina
– Rieti + Viterbo

Liguria 
– Genova (città metropolitana)
– La Spezia
– Savona + Imperia

Lombardia 
– Milano (città metropolitana) + Monza + Brianza
Sondrio 
– Brescia
– Bergamo
– Pavia
– Mantova + Cremona + Lodi
– Como + Varese + Lecco

Marche
– Ancona
– Pesaro e Urbino
– Ascoli Piceno + Fermo + Macerata

Molise 
– Campobasso + Isernia

Piemonte 
– Torino (città metropolitana)
– Cuneo
– Alessandria + Asti
– Biella +Vercelli
– Novara
+ Verbano + Cusio +Ossola

Puglia
– Bari (città metropolitana)
– Lecce
– Foggia + Barletta + Andria + Trani
– Brindisi + Taranto

Sardegna (statuto speciale)

Entro 6 mesi la regione deciderà autonomamente se cancellare o accorpare:
– Carbonia-Iglesias
– Medio Campidano
– Nuoro
– Olbia Tempio
– Ogliastra
– Oristano
– Sassari

Sicilia (statuto speciale)

Entro 6 mesi la regione deciderà autonomamente se cancellare o accorpare:
– Caltanissetta
– Enna
– Ragusa
– Siracusa
– Trapani

Toscana 
– Firenze (città metropolitana) +Pistoia Prato
Arezzo
– Siena + Grosseto
– Pisa + Livorno + Lucca + Massa + Carrara

Trentino Alto Adige (statuto speciale)
– Trento
– Bolzano

Umbria
– Perugia + Terni

Val d’Aosta (statuto speciale)
– Aosta

Veneto 
– Venezia (città metropolitana)
– Vicenza
– Belluno
– Verona + Rovigo
– Treviso + Padova

La nuova cartina geografica

Nel collegamento a seguire trovi la nuova mappa delle province italiane in vigore dal 2014:

La nuova cartina geografica delle province italiane (decreto legge Monti di 31/10/2012)

I capoluoghi delle nuove province

In caso di accorpamento di due o più province, il capoluogo della nuova provincia sarà quello con il maggior numero di abitanti.

Unica deroga a questa regola è il caso in cui i capoluoghi accorpati si accordino fra loro per una differente soluzione, tuttavia è necessario il voto favorevole della maggioranza degli ex-capoluoghi della nuova provincia.

Il nuovo riordino delle province italiane

Fra le tante fusioni provinciali (più o meno forzose) alcune delle più suggestive sono:

– la provincia della Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini)

– la provincia di Pisorno & Co. (Pisa, Livorno, Lucca, Massa e Carrara)

– la provincia della Grande Brianza

– la provincia delle Langhe

– la provincia Pontino-Ciociara

Tempi di attuazione

Le nuove province saranno operative dal 2014 e avranno a disposizione tutto il 2013 per riorganizzare il personale e le strutture di cui dispongono.

A partire da luglio 2013 tutte le province (comprese le province immutate) saranno guidate da un commissario speciale che si occuperà di completare la transazione al nuovo regime di riordino provinciale.

Il governo si è riservato di decidere in un decreto ad hoc se i commissari saranno nominati dai prefetti delle province o dai presidenti uscenti delle vecchie province. Quest’ultima ipotesi è la più probabile.

Il nuovo sistema elettorale

Secondo il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, la riforma si ispira ai modelli di governo europei: “in tutti i principali Paesi Ue ci sono tre livelli di governo”.

A novembre del 2013 si terranno le elezioni per decidere presidenza e giunta delle nuove province.

Il personale delle nuove province

Non sono previste riduzioni di personale delle province cancellate o accorpate mentre è inevitabile una riorganizzazione in funzione del nuovo assetto provinciale che in alcuni implicherà lo spostamento fisico della sede lavorativa. Il processo di riorganizzazione avverrà congiuntamente fra governo, regione, province coinvolte e i sindacati dei lavoratori provinciali.

E’ la soluzione giusta?

Forse sarebbe stato preferibile eliminare tout court tutte le province e suddividere le funzioni fra regioni e comuni… ma sembra che l’iter realizzativo sarebbe stato lungo e complicato a causa di alcuni vincoli costituzionali.

Mah… curioso come per certi provvedimenti l’iter costituzionale è incredibilmente lungo e complicato mentre per altri la strada è relativamente agevole e rapida (vedi pareggio di bilancio inserito in costituzione in meno di 6 mesi).

Lasciamo stare… meglio girare la domanda di gradimento ai diretti interessati, ai cittadini di Pisa, Livorno, Forlì, Rimini, Cesena, Ravenna, Teramo, Chieti, Pescara, Brindisi, Taranto e delle altre province coinvolte nell’accorpamento: preferite conservare la vostra provincia facendovi carico dei relativi costi amministrativi e politici o siete disponibili a rinunciarvi e pagare (forse) meno tasse?

L’elenco definitivo delle province eliminate dal decreto legge di novembre 2012 del Governo Monti in  ottemperanza alla spending review decisa dal Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012.

Abolizione province: elenco definitivo nuove province italiane (decreto legge 31/10/2012 su spending review del 20/7/12)ultima modifica: 2012-10-23T21:27:00+02:00da giulia.gossip
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34 pensieri su “Abolizione province: elenco definitivo nuove province italiane (decreto legge 31/10/2012 su spending review del 20/7/12)

  1. E hanno il coraggio di chiamarlo “Riordino delle province”? ma riordino di cosa? con due criteri praticamente inutili (in base al numero di abitanti e all’estensione territoriale), senza contare la storia e la conformazione del territorio? Io che vivo a Sanremo, visto che ci accorperanno con Savona, la cui città diventerà il nuovo capoluogo,(“il capoluogo di ogni nuova provincia sarà la città con il maggior numero di abitanti”), quest’ultima risulterebbe lontanissima e scomoda per chi dovrà dirigersi ad esempio alla Motorizzazione Civile e all’Ufficio del catasto. E poi un mistero: Imperia e Savona accorpate al contrario di La Spezia che pur non arrivando a nessuno dei due requisiti fondamentali rimane provincia

  2. E’ giustissimo, anzi Monti doveva fare di più . Chiudere tutte le province, tutte le Comunità Montane e tutti gli enti inutili. Ovviamente anche le Prefetture, perchè siamo nel 2012 e non hanno ragione di esistere ancora!!Basta è ora di fare pulizia una volta per tutte!!!!

  3. Ok alla riduzione delle province (e potevano evitare di farne tante nuove con conseguente spreco di denaro). Che dire però delle regioni in cui resta una sola provincia e quindi la provincia e la regione verrebbero a coincidere? Io attuerei anche una ridefinizione delle regioni che oggi hanno fin troppi poteri e troppi fondi da gestire senza rendere conto a nessuno del loro operato: sono diventate degli staterelli autonomi. Come si concilia questa frammentazione dell’Italia mentre andiamo verso una Europa unita?

  4. Ritengo che l’accorpamento delle province italiane, con relativa soppressione degli uffici pubblici periferici, sia una cosa positiva in quanto porterebbe lo Stato italiano ad un risparmio notevole in termini di denaro.Tuttavia ritengo che i comuni delle province interessate all’accorpamento, i cui relativi territori comunali siano confinanti con altre province (non interessate all’accorpamento)dovrebbero decidere liberamente a quale provincia appartenere, anche in considerazione del fatto che molti comuni saranno aggregati a province il cui capoluogo in termini di distanza geografica è superiore a quello della provincia confinante con il proprio territorio comunale.

  5. Fa ridere! Eppure c’è uno studio approfondito, basato su numero abitanti. 350 mila. Come se storia, tradizioni ed orografia non contassero. Questa riforma è offensiva per molti versi. Sono Consigli e Giunte provinciali che vanno tutti aboliti, in quanto furono costituite le regioni a statuto ordinario. Non va abolito il territorio di alcuna provincia, in quanto non è minimamente possibile attuare il progetto. Quanto alle aree metropolitane, lasciamo perdere, risparmiamo il fiato, altro sperpero di danaro pubblico, come sono state le regioni, che sono diventate istituzioni non inutili, ma nocive.

  6. 350.000? Una trovata del governo Monti. Non regge! Questo criterio non è sempre valido, soprattutto per le notevoli distanze. A parte che le province andrebbero tutte abolite, perchè a suo tempo furono istituite le regioni, si intendevano abolire i Consigli e Giunte provinciali, non il nome del territorio che è un punto di riferimento per tutti. Quindi, riforma ingiustissima, da non approvare.

  7. Ma perchè non facciamo pagare questo schifo a chi ha R U B A T O e non alla gente. Perchè non aboliamo anche il parlamento visto che vuota ciò che gli propongono senza discutere e costa l’ira di Dio? E perchè non aboliamo il P R E S I D E N T E della RES PUBBLICA?Cambiamo tutto

  8. Il risparmio vero sarà solo quando tutti i politici a qualsiasi livello si piallerebbero gli “stipendi, e le pensioni” e finissero di elargire gettoni e indennizzi per commissioni e consulenze varie. Eliminare tutte le province italiane. Se poi fossero un tantino più onesti e gestissero la cosa pubblica da “buon padre di famiglia” sarebbe molto meglio.

  9. @raffaeleorvieto ha scritto mercoledì, 31 ottobre 2012ciao raffaele, il pagare meno tasse dipende dall’efficienza della gestione della nuova macro-provincia, quindi non vi sono certezze di sorta.Questo sia nel bene che nel male.Ma c’è una certezza: i costi del presidente della provincia, dei consiglieri di giunta e di tutto il loro staff burocratico-amministrativo saranno suddivisi fra perugini e ternani e dunque almeno in questo vi sarà un risparmio certo.Per quanto concerne i servizi e gli uffici della provincia per il momento rimarranno in essere così come sono (compreso il relativo personale impiegato).Per il futuro non sono esclusi ottimizzazioni e accorpamenti, ma dipenderà dalle decisioni della nuova giunta provinciale.

  10. posso anche rinunciare ala provincia di terni e diventare perugino…ma pagherò meno tasse? e soprattutto, quando dovrò andare alla usl, o al tribunale,all’agenzia delle entrate, o alla mot.civ. o in innumerevoli altri ufficio, potrò continuare a farlo a terni o sarà tutto trasferito a perugia, facendoci spendere a tutti fior di quattrini per spostarci???

  11. siamo in una crisi di valori. non si rende conto di aver cancellato città con una storia millenaria. Benevento è una città con una storia millenaria. Ritornasse a scuola!!!

  12. Lol! Arezzo fuori per 310 abitanti :DSe già è poco credibile pensarla accorpata a Siena o (argh!) a Firenze, non oso immaginare cosa possa succedere in situazioni tipo Pisa-Livorno o altrove, come nel Salento.Il campanilismo non è solo toscano (anche se facciamo scuola).Tornando seri…Davvero, che fine faranno i lavoratori? Se restano tutti questo non avrà senso, se verranno licenziati, sarà iniquo.Ma iniziare accorpando camera e senato dalle prossime elezioni no eh? Tanto il loro non è mica un noiosissimo posto fisso! 

  13. Non le province, ma le regioni andrebbero eliminate. Sono troppo squilibrate: la Lombardia ha 10 milioni di abitanti e il Molise non vale nemmeno una provincia lombarda, nè come PIL, nè come popolazione, e neanche come territorio. Come fanno a sedersi allo stesso tavolo 15 realtà così eterogenee? (le altre sono a statuto speciale, solo di rado si siedono insieme). Le regioni sono il vero buco nero dell’economia nazionale, incassano direttamente dall’Europa e divorano senza scrupoli ogni risorsa che non è vincolata ai servizi che gestiscono le autonomie locali (province e comuni appunto!). Cosa dire poi degli oltre 8100 comuni? Qualcuno ha citato l’Alto Adige, ebbene lì ne hanno accorpati già tanti, risparmiando quattrini sulle figure amministrative (sindaci, assessori, segretari, senza contare le spese vive, i mezzi e le strutture, che magari si ripetono a distanza di qualche km). Io vedo una ottantina di province, più o meno equilibrate e omogenee, una quindicina di città metropolitane e qualche centinaio di autorità locali (che andrebbero a sosituire i comuni, le comunità montane, le autorità di bacino, ecc. ecc.). Se andiamo avanto così, mi viene in mente solo un film: Full Monti (tutti ignudi!)

  14. La Provincia di Belluno è l’unica montana in un Veneto di pianura. Ha necesità di politiche per un territorio montano, mentre il Veneto legifera a favore della pianura (4.8 milioni di ab. contro soli 213.000 bellunesi). Si trova, unica in Italia, stretta a nord col l’Austria, ad est con la regione speciale Friuli Venezia Giulia, ad ovest con le Province autonome di Trento e Bolzano, che sono a noi concorrenziali soprattutto nel turismo e nelle politiche a favore di aziende, agricoltura, politiche sociali. Ha minoranze linguistiche ladine (60.000 persone) germanofone (Sappada e due comuni in Alpago). Ha richiesto da tempo un referendum per sentire l’opinione degli abitanti sulla possibilità di divenire la terza provincia della regione Trantino Alto Adige, cui siamo simili per orografia, cultura, abitudini di vita, difficoltà di comunicazione, ecc. Decine di Comuni hanno avviato per conto loro l’iter per il passaggio a Trento o Bolzano (Sappada in Friuli). Avremmo un attivo finanziario con la partita idroelettrica (5% della produzione elettrica totale italiana), idraulica (diamo acqua a nostre spese a tutta la pianura veneta), manifatturiera (pil equivalente a quello umbro). Qual’è il nostro destino disegnato dal governo ragioneristico di Monti? Accorpamento con Treviso! Ci batteremo fino alla morte contro questo progetto.

  15. In Umbria ci sono solo due province. Se si toglie quella di Terni, rimarrebbe la provincia di Perugia coincidente con l’intero territorio regionale. Per questo motivo ritengo che debbano essere abolite entrambe le province se effettivamente si vuol cambiare qualcosa. Nelle piccole regioni dovrebbe essere sufficiente l’apparato regionale.

  16. sarebbe stato meglio eliminare tutte le province e riorganizzare le funzioni provinciali fra regione e comune…comunque in questi tempi di crisi è fondamentale tagliare i costi della politica, giunte, assessori, consiglieri, presidenti, governatori… producono poco di buono e costano moltissimo… tagliamo loro e non gli ospedali o le scuole pubbliche.più democrazia diretta e meno soldi alla politica, facciamo decidere i cittadini e non i loro delegati.

  17. hai perfettamente ragione braun, ma ricordati che ciascuno di noi ha la responsabilità della rovina del nostro bel paese. anche tu hai contribuito votando questa vergognosa classe politica che ha sperperato i nostri risparmi per arricchire loro e i loro parenti/amici.e ora che ci troviamo sull’orlo del fallimento gli stessi chiedono ai cittadini sacrifici senza fine mentre loro continuano a ricevere stipendi e pensioni d’oro e vivono nell’agio e circondati da ogni sorta di privilegi…ricordatene la prossima volta che andrai alle elezioni e sarai tentato di rivotare le stesse facce di 20 anni fa…

  18. quache anno fa’ quando hanno aumentato le provincie non sapevano che aumentavano le spese?.adesso le tolgono e ancora spese,a cosa sono servite queste manovre????? solo spendere soldi dei poveri cittadini,complimenti.

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