Incentivi casa 2010: abolizione DIA lavori manutenzione straordinaria

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La DIA è stata eliminata! Sì, la Denuncia Inizio Attività richiesta dal comune per autorizzare qualsiasi lavoro di manutenzione e ristrutturazione della propria casa è stata abrogata.

Merito del decreto incentivi 2010 varato venerdì 19 marzo 2010 dal consiglio dei ministri.

Ma attenzione esistono delle limitazioni che è importante conoscere prima di impugnare mazza e martello e iniziare opere di muratura selvaggia.

Innazitutto l’abolizione della DIA riguarda solo ed esclusivamente i lavori di manutenzione straordinaria dell’abitazione, sono dunque esclusi i lavori sulle parti strutturali dell’edificio e l’ampliamento delle volumetrie.

In secondo grado occorre attendere la pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale e soprattutto quella del suo complementare decreto attuativo che dovrebbe spiegare nel dettaglio in che modo e per quali casi si può fare a meno della DIA.

Sì perchè il problema della DIA non riguarda solo la tipologia di lavori interessati ma anche la sua localizzazione geografica.

Infatti il decreto incentivi lascia ai comuni e alle regioni la facoltà di far valere i regolamenti urbanistici ed edilizi attualmente in vigore sul territorio.

Dunque tutto si potrebbe risolvere con un nulla di fatto se non si scioglierà il nodo delle sovrapposizioni normative fra comune, regione e stato centrale in materia edilizia e urbanistica.

Alla luce di tutto ciò consigliamo a nostri lettori senza DIA di non iniziare i lavori ma di pazientare e attendere che questo nodo sia sciolto. E se si ha proprio urgenza di mettere a posto casa, conviene fare la richiesta per la DIA e attendere il più rapido (eufemismo) fra la registrazione della DIA in comune e la sua abrogazione de facto e non solo de iure.

Le domande più frequenti

Se hai ancora dubbi o domande sulla liberalizzazione della DIA non esitare a porcele. Scrivile nei commenti al post, la nostra comunità cercherà di rispondere il più velocemente possibile.

A seguire riporto le registrazioni di due puntate di Salvadanaio, la celebre trasmissione radiofonica di Radio 24, in cui si risponde in diretta alle domande più frequenti sugli incentivi casa 2010.

La seconda puntata riguarda esclusivamente la liberalizzazione della DIA. Mentre la prima si occupa dei contributi statali per l’acquisto di nuove abitazioni ecologiche ad alta efficienza energetica. Consiglio di ascoltare soprattutto la seconda puntata magari fra le risposte ai molti casi pratici troverai anche quelle che stai cercando tu:

Domande e risposte sugli incentivi ecologici 2010 per le nuove abitazioni;

Domande e risposte sull’abolizione della DIA introdotta nel decreto incentivi ecologici 2010.

I settori interessati dagli incentivi 2010

In questo articolo trovi tutte le informazioni sull’elenco dei settori, dei prodotti, gli sconti e la scadenza degli incentivi statali 2010.

Speciale Incentivi Ecologici 2010

A seguire la raccolta dello speciale eco-incentivi curato da Crisi Finanziaria.

L’elenco di tutti gli incentivi del decreto attuativo del 26 marzo 2010;

Le agevolazioni per l’acquisto della casa ecologica previste dal decreto incentivi 2010;

Strategia, domande e risposte per ottenere gli incentivi ecologici 2010;

Numero Verde e Call Center P.I. per la richiesta degli incentivi ecologici 2010;

Le agevolazioni per l’acquisto della casa ecologica previste dal decreto incentivi 2010;

La procedura per richiedere gli incentivi ecologici 2010 sulle casa ad elevata efficienza energetica;

Il decreto incentivi 2010 abolisce la DIA per i lavori di manutenzione straordinaria;

– Testo integrale del Decreto legge attuativo 40/2010 pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 26 marzo 2010 su incentivi statali ecologici, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 19/3/2010 e firmato dal Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola in data 26/3/2010.

Il decreto legge sugli incentivi statali 2010 ha introdotto l’abolizione della DIA sui lavori di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione che non riguardano le parti strutturali dell’edificio o l’ampliamento delle volumetrie. Ecco tutti i particolari…

Incentivi casa 2010: abolizione DIA lavori manutenzione straordinariaultima modifica: 2010-03-24T19:11:00+01:00da giulia.gossip
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21 pensieri su “Incentivi casa 2010: abolizione DIA lavori manutenzione straordinaria

  1. La mia domanda è, ho acquistato un terreno agricolo di 2400 mq. sul quale vi è unvecchio un locale attrezzi in blocchetti da mq.12 piuttosto fatiscente, volevo sapere se si può regolarizzarlo e con quale pratica amministrativa.Ringrazio tutti quelli che mi possono aiutare.

  2. @ nuccio ha scritto mercoledì, 18 agosto 2010Ciao nuccio, il problema è lo stesso di molti altri commentatori. E anche la soluzione è la stessa.In linea teorica non hai bisogno della DIA perchè a livello statale è stato tolto l’obbligo. Tuttavia occorre vedere se a livello locale (del tuo comune) è richiesta per questo genere di intervento.Ma non ti preoccupare la questione si risolve facilmente, non devi far altro che telefonare all’ufficio tecnico del tuo comune e chiedere se è necessaria la DIA per il tuo ripostiglio.Caro Nuccio, nella nostra comunità chi più aiuta più è aiutato: aiuta altri lettori o segnala la nostra iniziativa tramite i tuoi blog, siti internet, social network (facebook, twitter, …) o semplice passaparola.Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda, ciao :)PS: sosteniamo Crisi Finanziaria con la promozione Codice Amico di Fineco. 60 euro di premio e conto corrente a zero spese (apertura, chiusura e gestione). La promozione dura solo pochi giorni.Info: http://www.fineco.it/mgm/?cp=AA2728263Regolamento: http://www.fineco.it/promo/regolamentoMGMFLASH_03.htmlIl codice Fineco di Crisi Finanziaria è: AA2728263

  3. Sì hai perfettamente ragione Mr. Bean, il fatto è che l’abolizione della DIA crea più confusione che altro in quanto la palla passa in mano all’amministrazione locale che decide come più gli aggrada.Il tuo consiglio di chiamare l’ufficio tecnico del comune prima di procedere è corretto, fatelo sempre perché ormai solo l’ufficio tecnico del comune è in grado di dire cosa fare, i tempi e i modi…Lo spirito di questa comunità è quello di aiutarsi a vicenda, aiuta anche tu un lettore o segnala ad altri l’iniziativa tramite i tuoi blog, siti internet, social network (facebook, twitter, …) o semplice passaparola. Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda.grazie e in bocca al lupo per i tuoi lavori e le tue autorizzazioni, ciao ;)PS: sosteniamo Crisi Finanziaria con la promozione Codice Amico di Fineco. Apri il conto a zero spese di apertura-chiusura-gestione, riceverai 60 euro su carta di credito prepagata. La promozione dura solo pochi giorni.Info: http://www.fineco.it/mgm/?cp=AA2728263Regolamento: http://www.fineco.it/promo/regolamentoMGMFLASH_03.htmlIl codice Fineco di Crisi Finanziaria è: AA2728263

  4. Ho ricevuto molti buoni consigli al mio quesito, ma resta comunque implicito l’obbligo di rivolgersi all’ufficio tecnico del proprio Comune. Questo perché, al di là delle leggi e dei regolamenti validi per tutti, ogni Comune può prevedere qualche adempimento e/o limitazioni extra.Nel mio caso, ad esempio, l’ufficio tecnico mi ha comunicato che, in effetti, presentare la DIA non è più necessario, ma che, disposizioni “locali”, devo far protocollare, presso lo stesso ufficio tecnico, una mia dichiarazione dove descrivo il tipo di intervento, il giorno di inizio lavori e la durata di questi ultimi.Lo so, fa sorridere, e c’è da chiedersi anche quanto possa essere “legale” questa disposizione “locale”, se la DIA non sarebbe, per legge, più prevista: ma tant’è!Quindi, riassumendo, vanno benissimo tutti i consigli, ma una capatina all’ufficio tecnico del proprio Comune resta, di fatto, obbligatoria.

  5. Buongiorno a tutti, appurato che i muri sui quali vorrei operare non sono portanti, dovrei aprire 1 finestra e spostare una porta che da sull’esterno di un paio di metri in una villetta ubicata a Givoletto (TO). Per questo tipo di lavoro è ancora necessario richiedere una Dia?Grazie!

  6. ho appena comperato casa con il mio ragazzo e abbiamo intenzione di ristrutturare in quanto l’immobile è anni ’70.I lavori consistono nel rifacimento dei pavimenti, dell’impianto elettrico ed idrosanitario.Mi è stato detto che per questo tipo di lavori non è necessario dare/richiedere nessun tipo di documentazione al Comune (Chieri -TO-) è vero?

  7. Dovrei costruire un manufatto in legno per deposito attrezzi da giardino in sostituzione di un egual manufatto esistente da molti anni e fatiscente.Ho bisogno di permessi comunali?

  8. Chiedo scusa a tutti se il commento dovesse risultare fuori argomento.Con riferimento (anche) alla DIA, vorrei porre il seguente quesito:ho un balcone di pochi mq (3?), ricade nel perimetro della proprietà (di mia moglie) ed distante un paio di metri dal muro di cinta. Oltre il muro di cinta, con traffico medio, ci sono un marciapiede ed una strada pubblica.Il balcone, che dista dal terreno un paio di metri, presenta delle infiltrazioni d’acqua dalla pavimentazione, ed c’è bisogno che venga impermeabilizzato.Il lavoro dovrebbe consistere nella rimozione delle mattonelle e del travertino sul perimetro, stesura di materiale isolante, e ripristino del piano calpestabile.Trovandomi in circostanze economicamente davvero difficile, ed avendo avuto da ragazzo qualche minima esperienza come manovale, vorrei azzardarmi a fare da solo tutto il lavoro, disposto a rinunciare ad un aspetto estetico impeccabile, ma confidando di raggiungere un buon risultato meccanico.La domanda è: secondo la legge, posso fare da solo questo tipo di lavoro?Ho un pezzo di terra incolto, circa 70mq, con una depressione nella quale potrei scaricare gli inerti per poi ricoprire il tutto con della terra.Secondo la legge, posso o non posso procedere a questo tipo di lavoro?Altrimenti: che alternative ho, per farlo in economia?Devo aprire una partita IVA?Devo assicurarmi all’INAIL?Grazie a tutti per la pazienza.Mr. Bean

  9. io dovrei fare un massetto nel giardino dei miei genitori..i quali abitano in un condominio,naturalmente il giardino è recintato; il massetto è di circa 100mq ed equivarrebbe a circa un terzo del giardino.ho bisogno di chiedere la dia o altro visto che è stata abolita?

  10. io dovrei fare un massetto nel giardino dei miei genitori..i quali abitano in un condominio,naturalmente il giardino è recintato; il massetto è di circa 100mq ed equivarrebbe a circa un terzo del giardino.ho bisogno di chiedere la dia o altro visto che è stata abolita?

  11. Caro Massimo, dipende dalla normativa locale. La cosa migliore è che ti rivolgi all’ufficio URP del tuo comune. Loro ti sapranno inidirizzare all’ufficio tecnico competente che ti darà le istruzioni del caso.

  12. devo recintare un terreno e quindi la D.I.A. non la devo presentarla, ma mi dicono che devo portare a conoscenza il comune per l’inizio lavori.Il terreno da recinare è gravato da vincolo paesaggistico ed da quello idrogeologico. Devo chiedere il nulla osta per questi due vincoli e quindi presentarli insieme alla comunicazione dell’inizio del lavori al comune, oppure non occorrono più i nulla osta riguardanti il vincolo paesaggistico es idrogeologico?tante graziemassimo

  13. Pienamente d’accordo con il Geom. Rampazzo Johnathan. Temo che questo decreto porterà più danni che vantaggi.Ciascuno deve fare il suo e non far improvvisare a chi non ha le competenze necessarie.Complimenti a questo utile e ben curato sito, state facendo un ottimo lavoro di informazione indipendente.

  14. Buongiorno, mi presento, mi chiamo Rampazzo Johnathan e sono un Geometra libero professionista regolarmente iscritto al collegio dei geometri , vorrei solo fare una riflessione riguardante questa frase:…sono dunque esclusi i lavori sulle parti strutturali dell’edificio!!!!!E questi muratori inventati dalla mattina alla sera cosa ne sanno cosa e’ una struttura portante o no? ricordo a tutti che non esistono solo pilastri (chiaramente visibili) ma anche murature portanti……Parliamo tanto di morti sul lavoro, più’ attenzione nei cantieri e poi diamo carta bianca a tutti per tirar giù muri a caso? E’ proprio vero che la pazzia non ha limiti, rimango comunque in attesa, mio malgrado, delle prime casette che imploderanno su se stesse a causa di persone non qualificate che vorranno crearsi un bel “open space”.Buona Giornata

  15. Complimenti Lucia per la battuta.Caro G Abruzzese se ti piace vivere nel cemento vai a vivere in un formicaio o in un bel quartiere residenziale a Pechino, non in Italia!Se in passato avessimo avuto maggior rispetto e amore per il nostro bellissimo territorio, oggi vivremmo in un paese più bello, più salutare e più ricco.Sì, anche più ricco, grazie a turismo e risorse della natura.D’estate vado al mare nel Salento in Puglia, ogni anno da 30 anni a questa parte. Il degrado crescente è angosciante. Atterrisce ed è avvilente come un bellissimo popolo con una grande grande cultura e tradizione stia deturpando il territorio in cui vive e che lascerà alle generazioni future.E per cosa? Per sangue e denaro, solo per sangue e denaro!

  16. No, guarda non traslocare tu! Me ne vado io! L’Italia è stata già deturpata della cementificazione folle degli anni 60 e 80 ora volete dargli il colpo di grazia!Complimenti, siete dei geni! Anzi dei mostri di genio, voi, gli eco-mostri che costruite e l’ego-mostro che ci governa!

  17. l’annuncio del Piano Casa con l’incremento 20 % (o 30% se con criteri efficenza energetica) sembrava dare possibilità di affrontare/risolvere tante situazioni abitative e lanciare la piccola impresa edilizia. L’intepretazione di molte Regioni tra le quali ahimè! la mia (Marche) è sembrato uno sforzo a restringere quanto più possibile la potenziale portata del provvedimento. Di fatto le Regioni almeno alcune hanno realizzato nei fatti proprio quello che rimproveravano al governo e ciò di passere un provvedimento a solo beneficio delle villette e delle case uni/bifamiliari.L’abolizione della DIA sembra ripercorrere la stessa traccia con il rischio che l’alleggerimento da pratiche ed autorizzazioni comunali viene vanificato dai regolamenti urbanistici regionali e locali. Comuni e Regioni opprimono i propri residenti pur di boicottare – perchè questa è chiaramente l’intenzione – le iniziative del Governo. E così i cittadini rimangono sudditi, costretti ad andare a chiedere “permessi” in Comune per realizzare i propri diritti dei quali comunque già si assumono ogni responsabilità. Medito il trasloco!!

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