Rischio default paese: lontano dai bond di Venezuela, Turchia, Polonia, Lituania, Moldavia

personalizzate.jpgQuando il rischio vale la candela?

Lo scorso mese ho partecipato ad un meeting di economisti in cui si analizzava il rischio paese in relazione alle vigenti emissioni di titoli statali.

Al solito non c’erano due economisti che la pensavano allo stesso modo…

Ma alla fine della fiera tutti convenivano sulle poche ovvietà ancora non contraddette dai corsi di questa crisi.

Ho pensato di fare cosa utile a te e alla comunità di Crisi Finanziaria pubblicando la sintesi dei pochi punti fermi emersi. E dunque, eccoli qui di seguito:

1) In periodi di elevata incertezza macro economica meglio stare alla larga dai paesi con i rating più bassi;

2) Nonostante gli stravolgimenti portati dalla crisi economico-finanziaria i paesi a rischio default rimangono gli stessi, ecco un sintetico elenco in ordine sparso:

– Venezuela

– Turchia

– Polonia

– Moldavia

– Lituania

– Serbia

– Azerbaijan

– Uzbekistan

– I paesi africani più poveri come ad esempio Eritrea, Guinea, Zimbabwe, …

3) Nel breve, 12-24 mesi, i tassi d’interesse rimarranno appiattiti sul fondo. Dal 2011 i tassi riprenderanno timidamente a salire, prima molto lentamente e poi più rapidamente.

In merito al punto 2) i paesi elencati sono anche quelli che offrono i tassi di interesse più allettanti e appetitosi. Ma in questi tempi di tassi d’interesse prossimi allo 0% ha senso farsi tentare dal canto delle sirene di tassi “elevati” o è decisamente meglio girare al largo?

Sempre sul punto 2 faccio notare che nella lista non compare la Grecia

Chi preferesce dormire sonni tranquilli meglio non si faccia tentare, anche perchè in giro ci sono obbligazioni sia governative che corporate con tassi sicuramente inferiori ma comunque interessanti e con rischi praticamente nulli rispetto al rischio paese di quelli sopra citati.

Quali sono le obbligazioni a basso rischio e a tassi vantaggiosi?

Innanzitutto i titoli di stato nostrano come ad esempio i BTP con scadenze 2018-2020, e poi le obbligazioni delle utilities come Eni ed Enel…

A buon intenditore poche parole ;D

Investire in obbligazioni

A seguire una sintetica raccolta di articoli sull’argomento:

Investire in obbligazioni ad alto rendimento e rischio

Come e dove investire nel 2010

Investimenti sicuri: 3 regole d’oro

La lista degli stati nazionali a rischio default nel 2009-2010. Meglio stare lontano da Venezuela, Turchia, Polania, Moldavia, Lituania, Serbia, Azerbaijan, Uzbekistan e dai paesi poveri dell’Africa centrale.

Rischio default paese: lontano dai bond di Venezuela, Turchia, Polonia, Lituania, Moldaviaultima modifica: 2009-07-12T17:19:00+02:00da giulia.gossip
Reposta per primo quest’articolo

34 pensieri su “Rischio default paese: lontano dai bond di Venezuela, Turchia, Polonia, Lituania, Moldavia

  1. Cara paturni, non ti scoraggiare mai!Ti consiglio di dividere in 3 parti i tuoi risparmi, un terzo mettili in conti di deposito (ti consiglio il chebanca e il rendimax, hanno gli interessi piu’ alti). Ti sconsiglio il conto alle poste, interessi bassi e pessima assistenza al cliente. Un terzo mettili in obbligazioni estere (bund tedeschi, oat francesi e tresury usa) a 1 anno. Per questi fai attenzione alle commissioni applicate dalla tua banca, certe banche hanno commissioni cosi’ alte che rendono sconveniente l’investimento. In tal senso Fineco ha costi di commissioni bassi e attualmente e’ pure in promozione con 50 euro di regalo e conto zero spese.Il restante terzo investilo in valuta pregiata, oro e etf di materie prime (petrolio e alimentari). Questo e’ un portafoglio sicuro e che ti dovrebbe riservare buone soddisfazioni in futuro sul medio termine :)In bocca al lupo per tutto, e non perdere la fiducia nel prossimo, ne rimarresti delusa :)ciaoSampeiPS: sostieni l’iniziativa di questo blog di reciproco aiuto, aiutando un lettore e segnalando ad altri il blog.

  2. salve, io sono una piccola risparmiatrice sempre se sopravvivero’ dopo peripezieho 11 000 in posta…10 conto arancio 15 banca purtroppo sono in affitto e non vedo l’ora di andarmene .. dopo essere stata lasciata dopo 20 anni dal compagno poi marito– cosa mi consigliereste visto comunque che ormai ho poca fiducia in tutto..grazie

  3. @ Oil ha scritto giovedì, 23 settembre 2010Sì Oil, le tue considerazioni sono corrette, tuttavia tralasciano un aspetto fondamentale: Hugo Chávez. E’ la vera variabile incontrollabile di quel paese. Il Venezuela ha sì risorse petrolifere di primaria importanza a livello mondiale, ma ha anche una situazione sociale ed economica esplosiva. Inflazione alle stelle, corruzione dilagante e disagio sociale delle fasce più povere rendono il Venezuela una vera e propria polveriera sociale.Sinora il presidente Chávez, nel bene e nel male, ha fatto da tappo a queste problematiche, tuttavia gli sviluppi al termine del suo “teoricamente” ultimo mandato presidenziale non sono per nulla chiari: dittatura presidenziale, guerra civile o soluzione democratica sono i tre principali scenari in cui si staglia il futuro del Venezuela.Queste le indicazione a medio-lungo termine, mentre sul breve le quotazioni obbligazionarie del Venezuela sono sensibili alla dinamica del prezzo del petrolio, alla quotazione del dollaro e alla crescita economica dei paesi in via di sviluppo (in particolar modo i paesi del BRIC).Caro Oil, in ogni modo prima di procedere con l’acquisto di obbligazioni Venezuela ti consiglio vivamente la lettura dei seguenti articoli:http://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2009/12/09/credit-default-rating-investimenti-obbligazioni-alto-rischio.htmlhttp://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2010/01/12/investimenti-2010-dove-come-investire-on-line-risparmio.htmlhttp://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2010/08/23/investimenti-finanziari-sicuri-2010-regole-crisi-finanziaria.htmlLeops: lo spirito di questa comunità è quello di aiutarsi a vicenda, aiuta anche tu un lettore o segnala ad altri l’iniziativa tramite i tuoi blog, siti internet, social network (facebook, twitter, …) o con il semplice con il passaparola. Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda, ciao 🙂

  4. Mi farebbe piacere avere un vs parere aggiornato sulle obbligazioniVenezuela 2027, secondo me I recenti finanziamenti ricevuti dalla cinaEd il fatto DI essere UNO dei più importanti esportatori DI petrolio oltre al recente miglioramento dei mercati finanziari dovrebbero riportarle in auge.O meglio dei btp ?

  5. @ Gianni ha scritto lunedì, 07 giugno 2010Ciao Gianni francamente non capisco il problema. Se la società è realmente off shore non vedo problemi di capital gain… Queste operazioni si fanno proprio per i vantaggi del paradiso fiscale in cui risiede la società off shore.ps: in questa comunità ci si aiuta l’un l’altro. Aiuta anche tu un lettore o segnala ad altri l’iniziativa. Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda.

  6. No è una riflessione ma una domanda:Sono un intermediario ( preso e inserito nel contesato di una operazione perchè titolare di società offshore). Alcuni operatori hanno accettato di acquistare un ammontare di titoli pari a 350 milioni emissione Deutsche. Coloro che si sono definiti titolari hanno dato mandato in copia email alla società del sottoscritto ed il sottoscritto ha proceduto ad avviare la trattativa rendendo nota l’operazione anche la propria banca in Londra. La vendita era del 30% del valore facciale accettato e i venditori avrebbero venduto al 20% del valore facciale. Stante ciò il delta era suddiviso tra la mia società, alcuni di loro venditori e due intyermediari.L’acquirente produce il contratto e allega anche la dichiarazione della banca AXA del Belgio, dove si attesta che il pagamento è stato autorizzato, ma il pagamento viene non confermato perchè l’acquirente chiede o il mandato ufficiale o il T. H. ovvero la dichiarazione di proprietà. Il venditore ha vietato ciò e il pagamento non è statao più operabile. Ora la proprietà chiede al sottoscritto che era solo seller mandate il Capital Gain. dato che la transazione non è stata effettuata e nessun titolo è stato acquistato e venduto, ma forse assegnato e appoggiato al contratto è possibile che si debba pagare il Capital gain come chiede la proprietà? E’ un sopruso? In quale condizione si deve pagare e perdere il Capital Gain? Grazie .

  7. Concordo con Antonio, Luca e Oromalber.Chi non risica non rosica, le obbligazioni Venezuela garantiscono ottimi interessi con un rischio controllabile.E’ saltata l’Argentina e l’Islanda. Dubai, Grecia, Portogallo e Spagna sono in pesante affanno mentre il Venezuela sebbene fra mille problemi va avanti imperturbabile.10 e lode anche al sito, per competenza e scrupolo nell’informazione! Bravi bravi bravi

  8. Se ho venduto titoli in perdita? certo che si , l’ultimo proprio pochi giorni fa’ intorno al 19 di novembre. le sue generalita’ ” VENEZUELA 15.09.2027 9,25% ” acqistato circa un mese prima a 74,30 e rivenduto a 73,00 perche’ quel giorno perdeva il 4% con scambi di oltre 3milioni di $ contro i soliti 200/300 mila $ . Erano alcuni giorni che cercavo di capire perche’ i titoli venezuela continuassero a perdere leggermente ,mentre sulle analoghe scadenze MESSICO o TURCHIA tendevano addirittura a guadagnare, comunque quel segnale fortemente ribassista mi ha fatto vendere rimettendoci un 6 % dovuto al cambio eur/usd. Solo alcuni giorni dopo ho imparato quello che stava accadendo, ma io ero gia’ fuori. In passato direi nel 2005 su GM 03LG13 ho perso un 9% in 4 mesi,con FORD MCO 01AP13 ho lasciato un 5 % in circa 10 mesi. Queste vendite a volte si fanno anche solo per accumulare un po’ di minusvalenza prima di venderne altri in guadagno, poi in seguito si rientra sul titolo venduto in perdita.Come default invece ho avuto la “fortuna” di evitarli 2 volte. Per prima l’Argentina che avevo acquistata a circa 97,00 , era calata a 90,00 quasi subito, ho atteso circa un anno e alla prima cedola ho venduto facendo una patta, poi dopo pochi mesi il fattaccio.Per seconda l’Islanda ,avevo un sacco di titoli BEI in corone ISK anche in questo caso vendute perche’ non mi davano nessuna soddisfazione extra in quei momenti , e sono passato ad altro piu’ renumerativo.Se dicessi che sapevo dei default sarei bugiardo ,ecco perche’ ho scritto che ho avuto “fortuna .Vorrei aggiungere che secondo me’ quando fai una scelta rischiosa con passione e con forte motivazione ha gia’ dalla tua parte un poco di fortuna, mentre se la fai solo per fare shopping devi pregare veramente alla fortuna.Vorrei raccontarti un situazione molto interessante che mi ha fatto”scattare la molla”Era il 1997 dovevo fare un investimento , e uno di mestiere mi ha convinto ad aquistare il titolo JP morgan ZC 21/01/27. Ho passato 12 mesi a pensare perche’ questa scelta di un 7% anno per 30 anni quando un bot a 12 mesi rendeva oltre l’8%.Nell’aprile 1998 la risposta e’ venuta da sola: chi aveva acqistato il bot all’8% ora lo avrebbe rinnovato ma al 5% ,chi aveva acquistato il JP Morgan a 11,30 ora lo poteva rivendere a 19,00 con un guadagno del 68% tutto grazie al calo dei tassi. NB. io ho venduto.Questo esempio per rendere l’idea di come una banale obbligazione(grazie alla sua precisa caratteristica) presa al momento giusto possa amplificarti i risultati dandoti grandi soddisfazioni .”Alcune domande a Renzo da Milano.Sei salito su un titolo che e’ stato in questi 12 anni piu’ volte da 75/80 a 100/110 e viceversa con picchi da 45 come minimo a 130 come massimo ,lo sapevi ? “Non ti sei chiesto perche’ il VENEZUELA 2027 rendeva almeno il doppio o + del TURCHIA 2030 0 del MESSICO 2031 o del BRASILE 2030 ? Hai valutato se valeva la pena di acquistare un titolo in USD? grazie a tutti… ciao!!

  9. Ciao raga, vi seguo sempre anche se è la prima volta che vi scrivo. Anche a me piace come opera Luca, bello ma impossibile. Ho comprato titoli venezuela circa un mese fa. Erano a 80 e adesso me li trovo a 68…Pessima operazione, mi sa che CF ha ragione, avrei fatto meglio ad investire nelle obbligazioni eni

  10. @ Luca e Sampeila strategia di Luca è spregiudicata e spiccatamente speculativa, certamente non tutti possono permettersi di operare come fa lui. Sia per ragioni temporali (intendo tempo a disposizione per rimanere sempre aggiornati e tradare obbligazioni al momento giusto) che per ragioni di competenza ed esperienza.Tuttavia credo che sia un ottimo modo per guadagnare sui mercati internazionali, rischiando il giusto.Molti piccoli investitori e cassettisti non si rendono nemmeno conto del rischio intrinseco che corrono quando comprano “un’innocente” azione fiat, telecomitalia, pirelli, … e via discorrendo.Rischio spesso maggiore dell’acquistare obbligazioni Turchia o Ucraina. Ma non è questo il punto. Non è importante solo su cosa si investe, quello che realmente importa è la strategia con cui si investe su ciascun titolo.Conosco persone che hanno guadagnato sino al 35% su alitalia e altri che nello stesso periodo hanno perso praticamente tutto il loro investimento sul titolo.Per cui credo che la strategia di Luca non vada liquidata come sconsideratamente avventurosa.Se Luca è consapevole dei rischi che corre e riesce a gestirli a suo vantaggio, tanto di cappello. Non è facile ma c’è chi riesce.Il suo punto di vista e la sua esperienze non possono che arricchire questa discussione e accendere nuove lampadine del nostro immaginario finanziario.A tal proposito vorrei porre a Luca una domanda. Da quando operi sulle obbligazioni, hai mai venduto il titolo in perdita o ti sei trovato in portafoglio un default?Se sì, in quali occasioni?Grazie a tutti, post molto stimolante questo. ciao

  11. sono daccordo che probabilmente ci saranno altri default ma non mi spavento di quelli elencati da CF , ma di quelli che non immaginiamo , come in passato (enron , parmalat , ecc.) che sembrano fatti di proposito per mettere KO i piccoli risparmiatori e cassettisti. Scusami se la penso leggermente diversa dalla tua ma sono 15 anni che faccio trading su obbligazioni e spesso proprio su quelle piu’ a rischio e non e’ un gioco facile,a volte ci possono stare anche piccole perdite ma fidati i guadagni sono quasi sempre elevati .L’importante e’ sciegliere un prodotto che (dopo vari ragionamenti)ti possa performare oltre il quadagno base nel lasso di tempo aquisto-scadenza, cosi’ ne puoi uscire in forte guadagno prima della scadenza togliendoti da qualsiasi problema possa accadergli piu’ avanti.Nel mio portafoglio sono passati TURCHIA ,VENEZUELA, LIBANO ,UCRAINA, CITTA DI MOSCA, ARGENTINA,EQUADOR ,FILIPPINE ,GM,FORD,LEVEL3 e tanti altri,li ho sempre cavalcati fino ad ottenere buoni guadagni,poi via su altre buone occasioni senza mai portare nulla a scadenza.. ricordati che piu’ tempo stai sul mercato piu’rischi..Sono comunque d’accordo che non sia facile sciegliere fra un titolo “sicuro” che rende il 2% e uno “molto meno sicuro” che rende il15% per fare cassetto, pero’ credo che ci possa essere forse un momento in cui possa valere la pena di rischiare sul peggiore per portare a casa un 5/ 10% in poco tempo a confronto del piu’ sicuro in cui impiegheresti 3/5 anni ….

  12. appunto Luca, hai detto bene sempre che non vada in default…vedi dubai, lehman, general motors, argentina, parmalat, enron …vedrai che nell’elenco che ci ha dato CF, almeno uno di quei paesi andrà in default entro il 2010.ho sentito lo stesso discorso che stai facendo tu da persone che in passato hanno investito in tiscali, cell th, ebiscom, … tutta gente che si è trovato con un pugno di mosche in mano e il sogno di fare i soldi…caro Luca, se fosse così facile saremmo tutti più ricchi e invece se mi guardo attorno mi rendo conto che siamo tutti più poveri, come mai?

  13. non condivido quello che ha scritto sampei riguardo il guadagno facile che al 99% diventa impossibile.ogni acquisto va fatto al momento giusto certi titoli vanno aquistati proprio nei momenti difficili , se vuoi avere dei guadagni a due o a volte tre cifre. confronta uno che compera un titolo con scadenza a 30 anni cedola 11% a 110 che in caso di calo di valore soffre per 5 o 10 anni confronto ad uno che lo compera a 55 investe la meta denaro e probabilmente in pochi mesi o qualche anno ha la possibilita di rivenderlo a 70 80 o perche no anche a 100 ,guadagnando l’80%questa si che e’ musica….sempre che non vada in default si intende.

  14. cari amici, attenzione ai vostri investimenti… presto il già elevato rischio paese di Venezuela e Colombia salirà.L’analisi di Sampei è corretta, esistono investimenti più remunerativi e meno rischiosi. Fai attenzione anche tu caro Ric.In particolare per Venezuela e Colombia va crescendo il rischio di guerra nella regione.La notizia è di oggi anche se nessun media italiano ne ha parlato. In un lancio di agenzia la Reuters ha scritto:”BOGOTA’ (Reuters) – La Colombia non cederà alle provocazioni del Venezuela rispondendo con un conflitto armato, nonostante l’aggressiva retorica del paese confinante che ha fatto esplodere due ponti di frontiera. Lo ha detto ieri sera il ministro della Difesa colombiano.”Non ci faremo provocare. Gli insulti non ci toccano”, ha detto Gabriel Silva all’indomani dell’esplosione, provocata dalle truppe venezuelane, di due ponti di passaggio pedonale che collegavano i due paesi latinoamericani.”Il leader venezuelano Hugo Chavez nei giorni scorsi ha ordinato all’esercito di preparasi alla guerra, dopo che la Colombia ha firmato un patto di cooperazione militare con Washington che consente alla truppe Usa un accesso più ampio al territorio del Paese per effettuare voli di sorveglianza di contrasto al traffico di droga.”

  15. mah ric, x me non vale proprio la pena. Il rischio default è ora, non fra 6 anni… sono paesi ad elevato rischio, non capisco complicarsi la vita.Esistono investimenti a rischio inferiore e con maggiore remunerazione, vedi la performance dell’oro che crisi finanziaria ha segnalato da oltre un anno e che nello stesso periodo ha fatto performance ben superiori al 16%… Analogamente per gli altri investimenti segnalati in questa pagina come in altre.Prendiamo il caso del Venezuela, riconosce interessi sui bond altissimi ma il rischio che non venga restituito il capitale aumenta di giorno in giorno, tant’è che se provi a vendere le obbligazioni a mercato valgono mediamente l’80% del valore nominale e sono in continua discesa. Se acquistavi bond venezuelani 2 anni fa quotavano il 110% del valore nominale, da allora ad oggi avresti avuto un guadagno complessivo 20% in interessi ma avresti perso il 30% in valore di capitale e dunque in totale ci avresti perso il 10%…fai attenzione ric e non investire mai sul guadagno facile, nel 99% dei casi si rivela essere guadagno impossibile 🙁

  16. eh eh caro Bixio, credo anche io sia così. ma sai di questi tempi tutti dicono la qualsiasi e il contrario della qualsiasi…ma una cosa è certa se il cane a 6 zampe salta per aria l’Italia non sarà in buone acque…comunque di questi tempi non è uno scenario nemmeno da prendere in considerazione meglio stare attenti ai bond ad orologeria elencati sopra, i rischi vengono da lì perchè hanno interessi molto alti che in tempi di crisi sono una palla al piede per la nazione che li ha emessi e che già ha difficoltà di suo per tenersi a galla in mezzo alla tempesta.L’opzione default è una soluzione quasi obbligatoria in teli frangenti, e al solito i piccoli risparmiatori ci vanno di mezzo…E’ successo con i bond Argentina (anche loro riconoscevano interessi molto alti) succederà nuovamente con altri paesi in situazioni analoghe.Ah mi stavo dimenticando dei bond Islanda 😉

  17. Non mi ritengo un esperto ma qualche esperienza me la sono fatta ,parlando di sicuri investimenti posso dire che L’eni è quanto di piu sicuro possa esserci in italia.

  18. Ciao Franz,non avercela con Gekko, è un ragazzo un po’ rude e diretto ma molto spesso ha ragione da vendere.In particolare sull’Eni, non va confuso l’andamento in borsa con la solidità della società. Attualmente Eni è penalizzata dal mercato borsistico ma non da quello obbligazionario, anzi è premiata dal mercato obbligazionario per via della sua politica di riduzione del debito anche mediante la riduzione dei dividendi.In merito all’utile c’è poco da dire 99% delle società italiane farebbero carte false per avere l’utile semestrale che ha avuto Eni. Chiaro che c’è una forte riduzione rispetto al semestre 2008, ma stiamo sempre parlando di 900 milioni di euro…

  19. I motivi per NON acquistare obbligazioni di Paesi come la Turchia o il Venezuela non sono certo le valutazioni delle agenzie di rating a cui ormai non crede più (quasi!) nessuno e che notoriamente mirano soltanto ad ingrossare il proprio di portafoglio. Grazie per l’ironico consiglio, davvero efficace. Un saluto e in bocca al lupo, Franz.

  20. Guarda Franz, che anche il corriere parla di utile in calo del 60% e non del 75%. Quello in calo al 75% è l’utile netto che è altra cosa. Tu stesso quando ti riferivi al 75% hai scritto utile e non utile netto…Comunque se non credi alla solidità dell’Eni, di certo non voglio costringere a comprare le sue obbligazioni. Compra le obbligazioni Venezuelane o quelle Turche, che hanno rating da junk-bond e interessi strepitosi.Tanto secondo te gli studi di analisi delle società di rating non contano nulla, per cui fai un affare certo, alti tassi e basso valore di mercato, un affare assicurato sino a quando non vanno in default, vai e poi mi dici come ti trovi…Mentre io mi terrò le povere obbligazioni della fallimentare Eni

  21. Grazie per la risposta. Per la cronaca, la mia fonte è il Corriere della Sera, cito testualmente: “Eni ha chiuso il secondo semestre 2009 con un utile netto pari 0,90 miliardi in calo del 60%. L’utile netto del periodo è stato di 0,83 miliardi in flessione del 75, 8%”. E chi vuole capire capisce. È interessante vedere che le stesse situazioni possono essere viste da prospettive così diverse. Se poi si trirano in ballo “rating” e “agenzie di rating” non ho veramente null’altro da aggiungere, dal momento che come tutti sanno esse stesse hanno contribuito non poco all’attuale crisi finanziaria globale. Continuare a farci affidamento e a considerarle attendibili, questo sì che, come dici tu, è da ingenui conoscitori della finanza. Un saluto, Franz.

  22. Sì sulla solidità dell’Eni, c’è poco da dire. Più facile fallisca l’Italia che l’Eni 😉 Anzi l’Eni stessi potrebbe fare stato a parte in tutte sue piattaforme petrolifere sparse per il mondo e fondare Enilandia. Libera dall’orpello dell’Italia otterrebbe le mitiche 3 A e sarebbe uno staterello ricchissimo al pari di Monaco, Liechtenstein e BahamasFranz, Gekko ha ragione fai attenzione a non fare confusione fra il corso azionario e quello obbligazionario sono due cose ben distinte, non a caso sono due mercati e non uno solo.Per quanto concerne Unicredit, anche io sono curioso di conoscere il giudizio di CF sull’attuale emissione obbligazionaria. Rating a parte vorrei sapere se i tassi d’interesse a 6 anni sono vantaggiosi o c’è di meglio a parità di rischio.Grazie di tutto e veramente complimenti, l’idea di condividere liberamente l’informazione finanziaria è ottima speriamo abbia successo 😉

  23. Caro Franz,innanzitutto la notizia che dai è presa da una fonte sbagliata perchè il calo è solo del 60%. Come risulta dal comunicato ufficiale dell’Eni. In secondo grado anche se fosse del 75%, il problema non sussisterebbe perchè l’Eni è una della poche grosse società italiane ad avere il bilancio del primo semestre in utile e non in perdita. In terzo grado il semestre in oggetto è quello della grande crisi, in cui le più grandi società hanno tremato e non certo perchè hanno chiuso il bilancio 6M con un utile ridotto ma perchè l’hanno chiuso in forte perdita. In ultimo grado il semestre del bilancio in oggetto è quello in cui il petrolio è passato da 100 dollari al barile a meno di 30 dollari… Ma nell’attuale semestre lo stesso petrolio è passato da 30 a 70 dollari al barile…Infine ti consiglierei di non guardare i corsi borsistici, ma quelli obbligazionari…Perchè di obbligazioni stiamo parlando e non di azioni.Devi saper che a livello internazionale le obbligazioni dell’Eni solo le obbligazioni italiane considerate più sicure. E non da certo da me, ma dalle agenzie di rating mondiali.Se vai a vedere il rating medio delle obbligazioni Eni è a doppia A (AA) mentre quelle dei BTP italiani, ossia dello stato italiano, è a singola A o quando va bene A+ e quando va male addirittura A- o BBB. Se vuoi un altro esempio, le obbligazioni Unicredit (primo gruppo bancario Italiano e fra i primi 6 europei) hanno anch’esse mediamente rating A. Mentre Fiat ha BB e Telecom Italia BBB.Legare poi l’attuale discesa delle azioni Eni con il grado di solvibilità della società stessa è da ingenui conoscitori della finanza. Tutti sanno che Eni è scesa semplicemente perchè ha deciso di ridurre l’acconto semestrale del suo dividendo da 0,6 a 0,5 euro per azione. E l’ha fatto semplicemente per potenziare le linee di investimento strategico.Eni è la società italiana con l’utile del primo semestre 2009 più elevato (ben 900 milioni di euro). Ce ne fosse un altro paio di società industriali come ENI in italia e staremmo tutti messi decisamente meglio… altro che Fiat o Telecom Italia…

  24. L’ENI non se la passa bene, e qui uso un eufemismo. È del 31/07/09 (ovvero di 4 giorni fa) la notizia del crollo degli utili di ENI del 75,8%, e non è poco. Dico solo che consigliare obbligazioni ENI, almeno in questo periodo, e su questo sito poi, non mi sembra saggio.

  25. Uhm Franz, francamente a me l’emissione delle obbligazioni Eni è sembrata molto interessante, e soprattutto a bassissimo rischio.Approfitto dell’occasione, per segnalare l’attuale nuova emissione Unicredit, è me sembra ottima anche se più rischiosa rispetto all’Eni. E Crisi Finanziaria cosa ne pensa?Complimenti per l’ottimo blog e soprattutto per l’iniziativa di aiuto informativo sui temi della finanza. Siete i migliori 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog.