Crisi bancaria, il fallimento della banca: quali i tempi e le modalità di rimborso dei depositi?

Crisi finanziaria: fallimento Northern Rock

Questo articolo è interamente dedicato allo spinoso interrogativo: cosa succede ai nostri risparmi depositati sul conto corrente se la banca fallisce?

In caso di fallimento della nostra banca (o dichiarazione di fallimento del gruppo bancario di cui fa parte)  scordiamoci in primis che sia possibile andare in banca il giorno stesso o quelli subito successivi e riavere indietro i propri risparmi.

Purtroppo, non è così!

Infatti dal momento in cui viene dichiarata l’insolvenza finanziaria dell’istituto di credito tutti i conti correnti vengono congelati e nessuno può più prelevare i propri risparmi o operare in alcun modo su di essi.

Dopo di che entra in gioco il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD)che entro tre mesi ci restituitrà quanto presente il giorno della dichiarazione di fallimento sui conti correnti, ma attenzione: solo sino a un tetto massimo di 20 mila euro. Questo in virtù della direttiva comunitaria n. 94/19 CE recepita dallo stato italiano nel D.L. del 4 Dic 1996 n° 659.

Tipicamente la restituzione di detta cifra avviene il giorno prima della scadenza ultima. Solo successivamente sarà restituita la somma residua sino ad un massimale di 103 mila euro (per la precisione: 103.291,38 euro) e in un periodo di tempo che può variare da un anno a diversi anni dal congelamento del conto corrente, in funzione dell’iter fallimentare e dei provvedimenti giudiziari.

Sopra alla soglia di garanzia non sarà restituita alcuna cifra, nemmeno una minima percentuale residua.

Attenzione, la garanzia si intende per depositante e non per deposito. Per cui se il conto corrente è cointestato la garanzia prevista si raddoppia sino ad un massimale di 206.582,76.

Mentre per quanto concerne i titoli depositati, questi non possono essere considerati un credito verso la banca, per cui dovranno essere restituiti ai correntisti in quanto di loro proprietà, sempre che non siano vincolati da altre operazioni finanziarie (fideiussioni, prestito titoli, …).

Se si hanno più conti correnti sulla banca fallita la soglia di protezione non è additiva, permane quella di 103 mila euro per l’ammontare complessivo dei depositi.

A garantire per questi importi è il Fondo interbancario di tutela dei depositi e il Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo.

Infine molti lettori mi chiedono se lo stesso discorso vale per i conti corrente delle banche on-line tipo il conto arancio di ING Direct, Fineco di Unicredit Group, Santander, Che Banca di Mediobanca, IWBank, etc etc. La risposta è assolutamente Sì.

In estrema sintesi in caso di fallimento della banca, esiste solo una garanzia parziale di restituzione dei fondi sul conto corrente. Per ciascun intestatario del conto corrente la restituzione è scaglionata nel tempo, 90 giorni di attesa per i primi 20 mila euro e la restante somma sino a 103.291,38 euro successivamente in ragione dei tempi dell’iter fallimentare. Oltre tale soglia, purtroppo nulla sarà rimborsato.

Nella sezione Crisi bancaria del blog, troverai gli approfondimenti e gli aggiornamenti sulle banche nazionali a rischio di crisi. Infine segnalo questo post di Leo Gandhi contenente ulteriori informazioni sulla protezione dei depositi di un conto corrente.

Consulta i tempi e le condizioni di rimborso dei depositi su conto corrente in caso di fallimento della banca. I così detti segreti bancari sono informazioni molto preziose in circostanze così critiche! Cosa succede ai risparmi depositati sul proprio conto corrente se la banca fallisce? Purtroppo non è possibile andare in banca il giorno stesso o quelli subito successivi al fallimento e riavere indietro i propri risparmi. Infatti dal momento in cui viene dichiarata l’insolvenza finanziaria dell’istituto di credito tutti i conti correnti vengono congelati e nessuno può più prelevare le somme depositate o operare su di essi. Dopo di che entra in gioco il fondo interbancario di tutela dei depositi che entro tre mesi ci restituitrà quanto presente il giorno della dichiarazione di fallimento sui conti correnti ma attenzione: solo sino a un tetto massimo di 20 mila euro. Questo in virtù della direttiva comunitaria n. 94/19 CE recepita dallo stato italiano nel D.L. del 4 Dic 1996 n° 659. Tipicamente la restituzione di detta cifra avviene il giorno prima della scadenza ultima. Solo successivamente sarà restituita la somma residua sino ad un massimale di 103 mila euro (per la precisione: 103.291,38 euro) e in un periodo di tempo che può variare da un anno a diversi anni dal congelamento del conto corrente, in funzione dell’iter fallimentare e dei provvedimenti giudiziari. Sopra alla soglia di garanzia non sarà restituita alcuna cifra, nemmeno una minima percentuale residua. Attenzione, la garanzia si intende per depositante e non per deposito. Per cui se il conto corrente è cointestato la garanzia prevista si raddoppia sino ad un massimale di 206.582,76. Mentre per quanto concerne i titoli depositati, questi non possono essere considerati un credito verso la banca, per cui dovranno essere restituiti ai correntisti in quanto di loro proprietà, sempre che non siano vincolati da altre operazioni finanziarie (fideiussioni, prestito titoli, …). Se si hanno più conti correnti sulla banca fallita la soglia di protezione non è additiva, permane quella di 103 mila euro per l’ammontare complessivo dei depositi. A garantire per questi importi è il Fondo interbancario di tutela dei depositi e il Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo. Infine molti lettori mi chiedono se lo stesso discorso vale per i conti corrente delle banche on-line tipo il conto arancio di ING Direct, Fineco di Unicredit Group, Santander, Che Banca di Mediobanca, IWBank, etc etc. La risposta è assolutamente Sì. In estrema sintesi in caso di fallimento della banca, esiste solo una garanzia parziale di restituzione dei fondi sul conto corrente. Per ciascun intestatario del conto corrente la restituzione è scaglionata nel tempo, 90 giorni di attesa per i primi 20 mila euro e la restante somma sino a 103.291,38 euro successivamente in ragione dei tempi dell’iter fallimentare. Oltre tale soglia, purtroppo nulla sarà rimborsato. Nella sezione Crisi bancaria del blog, troverai gli approfondimenti e gli aggiornamenti sulle banche nazionali a rischio di crisi. Infine segnalo questo post di Leo Gandhi contenente ulteriori informazioni sulla protezione dei depositi di un conto corrente.

Crisi bancaria, il fallimento della banca: quali i tempi e le modalità di rimborso dei depositi?ultima modifica: 2009-01-02T18:15:00+01:00da giulia.gossip
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61 pensieri su “Crisi bancaria, il fallimento della banca: quali i tempi e le modalità di rimborso dei depositi?

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  2. Buongiorno vorrei fare una domanda, il fondo interbancario di tutela dei depositi oltre a tutelare i c/c tutela anche i conti di deposito, mi e’ caduto l’occhio su conto deposito di banca sistema che da condizioni esposte aderisce a tale fondo. Ringrazio vivamente per la risposta

  3. @Stefano ha scritto venerdì, 31 agosto 2012ciao Stefano, nulla succede a obbligazioni, azioni, fondi e qualsiasi altro prodotto finanziario da te acquistato e in deposito presso la banca andata in fallimento.Questi prodotti rimangono di tua proprietà e la banca non può in alcun modo appropriarsene… per cui non devi far altro che trasferirli su un’altra banca.Questo sempre che tu non abbia accettato di aderire a formule particolari di gestione titoli tipo portafoglio remunerato di Fineco, nel qual caso le cose si complicano un pochino.Anche nel caso di azioni, obbligazioni, fondi o assicurazioni di tua proprietà ma emesse dalla banca fallita rimarrà tutto di tua proprietà, ma chiaramente la valorizzazione sarà quella di mercato ossia zero o poco più ;)ps: lo spirito della nostra comunità è quello di darsi una mano a vicenda, aiuta anche tu un lettore o segnala ad altri l’iniziativa tramite i tuoi blog, siti internet, social network (facebook, twitter, G+, …) o con il semplice passaparola.Più siamo e più possiamo aiutarci a vicenda, grazie 🙂

  4. Salve, mi è chiaro la tutela su i conti correnti, ma le gestioni patrimoniali o tutte le forme di investimento che gestisce la banca, in caso di fallimento della banca, quale problemi si presentano all’investitore? grazie

  5. E’ noto che i risparmi detenuti in qualsiasi banca sono garantiti dal fondo interbancario fino a 103 mila Euro. iL PERICOLO IN QUESTO MOMENTO E’ CHE CROLLI PROPRIO IL SISTEMA STESSO A CAUSA DEL FALLIMENTO DI VARIE E IMPORTANTI BANCHE. ALLORA NON CI SALVERà NESSUNO. SI SALVERANNO SOLAMENTE COLORO CHE HANNO PORTATO I PROPRI RISPARMI IN SVIZZERA.SPERIAMO BENE!!

  6. gradirei sapere se, nell’ ipotesi in cui una persona sia titolare di più conti correnti presso istituti bancari diversi, il Fondo Interbancario di tutela dei Depositi garantisca le somme depositate su ogni singolo conto fino a concorrenza di 103.000 euro. Grazie

  7. @ stefano guiducci ha scritto giovedì, 30 giugno 2011ciao stefano, in generale la protezione del fitd vale per la liquidità in conto. Mentre in caso di vincolo della liquidità dipende dallo strumento che impiega la banca, ad esempio se il denaro è vincolato mediante pct (pronti contro termine) o investimento obbligazionario allora il fitd non copre queste cifre.Non ricordo la tipologia di investimento di conto arancio plus, prova a dare un’occhiata qui, dovresti trovare la risposta alla tua domanda: http://bit.ly/ing-sicuro

  8. Un chiarimento. Quando si parla di denaro depositato sul conto arancio, la garanzia di 103.000 euro vale anche per quella parte che viene vincolata? Sto parlando del cosidetto conto arancio plus, che dà un rendimento maggiore a patto che si lasci fermo il denaro per un periodo prestabilito di 3, 6 o 12 mesi. Grazie

  9. La teoria è confortante ma poi in effetti da dove vengono presi materialmente i soldi in caso di fallimento di una banca? Il fondo di garanzia è solo una posta di bilancio delle banche come i fondi di ammortamento, i soldi non ci sono davvero! Quindi?Credo sia un pò come dire che “i titoli di stato sono sicuri perchè garantiti dallo stato”.Vogliamo chiederlo agli Argentini, agli Islandesi o quanto si sentono tranquilli i Greci i Portoghesi e gli Irlandesi?

  10. Buongiorno ho una domanda sulle modalità di rimborso dei depositi, in un caso specifico: ho un conto cointestato con mio padre.Mi sembra di aver capito che in caso di fallimento siamo coperti fino a 206k€..ok..(ad averli..)..quello che mi preme sapere invece è: entro i 3 mesi riesco a farmi rimborsare 20k o 40k€??Vi prego toglietemi questo dubbio, è importante…grazie.Cordiali SalutiSimone

  11. @ Detto Ieri ha scritto giovedì, 07 aprile 2011Sì Detto Ieri, ti confermo che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) vale anche per Banco Posta, Intesa San Paolo e Che Banca :)ciaoPS: ti ho potuto aiutare perchè un’altra persona di questo blog mi ha gentilmente aiutato. Partecipa anche tu a questa semplice iniziativa, è sufficiente aiutare un’altra persona dando un’informazione utile o segnalando le pagine di questo blog tramite i tuoi siti internet, social network (facebook, twitter, …) o con il semplice passaparola. Perchè più siamo e più possiamo aiutare, grazie

  12. Nulla, gli aderenti al fondo si impegnano semplicemente a rifondere sino alla cifra di copertura massima (i famosi 103keuro) per ciascun correntista qualora uno dei membri del fitd fallisca.Questo è il motivo per cui in caso di fallimento del sistema bancario italiano (ossia falliscono un paio dei principali gruppi bancari italiani) difficilmente potrà essere restituita ai correntisti la liquidità protetta dal FITD.ciaoPS: aiutaci a diffondere la libera informazione economica, invia ai tuoi amici i link degli articoli che possono essere utili o linka le nostre pagine sui tuoi social networks. grazie.

  13. Grazie Pablo, quello che hai indicato tu è proprio lo spirito di questo blog. Semplicità e immediatezza per diffondere l’informazione finanziaria al maggior numero di risparmiatori.Invia questo articolo o l’indirizzo del nostro blog a un tuo amico, in questo modo contribuirai a diffondere la libera informazione finanziaria :)buona giornata, ciao

  14. ottimo articolo. chiaro semplice e molto esaustivo. anche i confronti con altri conti correnti o conti deposito di altre banche sono immediati e si capiscono al volo.

  15. buongiorno a tutti….è la prima volta che scrivo in questo blog e, leggendo i vari articoli ed avendo circa 100.000 euro da investire per 1 anno mi è venuto un dubbio: per ovviare ad eventuali tempi lunghissimi di rimborso dei 103.000 euro in caso di fallimento, se decido di aprire 5 conti deposito con diverse banche per 20.000 euro, mi vengono liquidati entro 90 giorni tutti i conti? grazie….

  16. Ciao Paolo e Mario,sul blog abbiamo appositamente realizzato una sezione dedicata esclusivamente alle notizie su Ing Direct e sulla sua capo-gruppo Ing Groep.la trovate all’indirizzo: http://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2009/02/06/notizie-ing-direct-banca-ultime-news-crisi-finanziaria-oggi1.htmlmentre gli articoli del blog su Ing Direct li trovate qui: http://crisi-finanziaria.myblog.it/tag/ing%20directspero li troverete utili,a presto ciao

  17. Articolo molto interessante, complimenti anche ai commentatori. io ho Fineco, e non vi nascondo che sono un po’ preoccupata. Sbaglio? vorrei conoscere la vostra opinione, grazie.ps: rimanete sempre indipendenti e impertinenti, sarò vostra fedele lettrice 😉

  18. Dunque,io sono d’accordo con Mario, difficile che una banca fallisca quando lo stato garantisce per lei… anche se nella finanza del terzo millennio tutto è possibile.Mentre non sono d’accordo con Alessandro, francamente Profumo ha portato Unicredit da banca nazionale a internazionale.Di banchieri di questo genere attualmente ce ne sono pochi nel mondo, mentre sono certamente più quelli che hanno condotto la propria banca da internazionale a fallita… Vedi Bear Sterns, Lehman & Brothers, Northern Rock, …Prima di criticare tanto, pensiamo alle alternative a Profumo (vedi Geronzi, Fiorani, Fazio, …) e ringraziamo che sia lui e non altri a condurre la prima banca italiana!!!

  19. Si è interessante, in generale cosa succede se fallisce la banca con la quale hai un mutuo e probabilmente anche un conto con quale paghi il mutuo?Su ING Silvia cìè un articolo qui sul blog che descrive gli aiuti avuti dal governo Olandese che dovrebbero aver reso molto difficile il fallimento (devono prima fallire altre banche….)Per Unicredit e Intesa San Paolo……….Questa intervista a Tremonti fa pensare…http://it.youtube.com/watch?v=i-LigK56hL0mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmCiao,Mariodm

  20. Volevo segnalarvi un’allucinate (a dir poco) dichiarazione di Alessandro Profumo, il “supermanager” di Unicredit. Io lavoro in questo campo, e mi faccio un culo come un paiolo… Poi arriva questo S****** a dire la seguente c******: “Noi vendiamo del rischio e l’importante è vendere il giusto rischio al giusto cliente, siamo proprio come industrie farmaceutiche, solo che per noi non c’è il dottore che scrive la ricetta per le medicine, siamo noi stessi a svolgere questo ruolo”.Vorrei veramente avere una pistola e poterla usare liberamente. In questa dichiarazione c’è l’ammissione della totale mancanza di scrupolo delle banche nel fare ciò che fanno, e nel ritenere i clienti dei perfetti idioti. Mi vergogno, da professionista, di uomini come questo. E pensare che lui e Passera di Intesa SanPaolo sono il meglio che dovremmo avere… 🙁 Che tristezza!

  21. post davvero esaustivo, ti vorrei chiedere cosa succederebbe invece ai mutui stipulati con la ING, visto che sono i loro prodotti di punta immagino abbiano molti clienti.Io stessa stavo valutando di fare un mutuo casa con loro.In generale cosa succede se fallisce la banca con cui hai stipulato il mutuo casa?grazie!

  22. Succede improvvisamente. Sino al giorno prima godono di discreta salute, sembra un giorno come un altro ma poi falliscono con sbigottimento e disperazione dei più. E’ successo alla Bear Stern, alla Lehman Brotherm, all’inglese Northern Rock. E anche in Italia i correntisti di Ing Direct, Unicredit, Fineco se la sono vista brutta. In questo articolo vediamo insieme che fine fanno i nostri risparmi nel caso in cui la nostra banca fallisce.

  23. Succede improvvisamente. Sino al giorno prima godono di discreta salute, sembra un giorno come un altro ma poi falliscono con stupore e disperazione dei più. E’ successo alla Bear Stern, alla Lehman Brotherm, all’inglese Northern Rock. E anche in Italia i correntisti di Ing Direct e Unicredit se la sono vista brutta. In questo articolo vediamo insieme che fine fanno i nostri risparmi nel caso in cui fallisca la nostra banca.

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